LA PROFESSIONALITÀ da riconoscere – di Raul Caruso

LA PROFESSIONALITÀ da riconoscere – di Raul Caruso

Il cambiamento delle dinamiche produttive ed economiche che stiamo vivendo – e di cui le società benefit costituiscono in Italia una delle esperienze più innovative – è inevitabilmente associato anche allo sviluppo di professionalità prima inedite. Su tutte, nella temperie attuale, va già affermandosi la figura dell’esperto di sostenibilità o sustainability manager tanto che anche le università hanno oramai da tempo cominciato a strutturare un’offerta di specializzazione in questa direzione.

Se guardiamo al mondo delle società benefit in particolare, tra le nuove professionalità comincia a emergere anche quella dell’esperto di valutazione di impatto, figura professionale in grado di supportare il management e il responsabile di impatto nella realizzazione del beneficio comune indicato negli statuti.

Al di là dei summenzionati casi, si deve sottolineare comunque che il ricorso a nuove professionalità per le società benefit sarà ancora più frequente in virtù del fatto che, così come la normativa prescrive, diversi sono gli aspetti della vita aziendale che devono essere necessariamente inclusi nella valutazione dell’attività del beneficio comune. È pertanto plausibile che l’attenzione sistematica a tali aspetti finisca con il determinare una domanda crescente di professionalità specifiche.

Ed infatti se come detto in precedenza alcune sembrano già aver guadagnato sostanziale attenzione, meno enfasi è stata posta nei confronti di professionalità particolarmente innovative e più precisamente quelle in grado di riformulare la complessità dei diversi momenti della vita delle persone e che quindi favoriscono non solo un benessere superiore degli individui ma anche una superiore produttività per le imprese.

Una delle professioni che infatti prenderà sicuramente piede è quella del professional organizer, chiamato a sostenere persone e aziende nell’acquisizione di metodi e strategie organizzative in grado di aumentare la soddisfazione personale e di conseguenza anche le perfomance aziendali. In questo senso, è pleonastico ricordare, infatti, che una pletora di studi degli ultimi anni evidenziano come benessere e soddisfazione dei lavoratori siano fonte di produttività e performance aziendale elevate.

L’idea di fondo del professional organizer è che la capacità personale di organizzarsi sia un fatto sociale e non uno meramente individuale. È evidente come la capacità di organizzarsi di ognuno di noi influenzi non solo il nostro benessere personale ma anche quello delle altre persone che entrano in contatto con noi non solo in ambito lavorativo ma anche in famiglia e nelle nostre relazioni sociali. In breve, una migliore organizzazione della vita delle persone genera benefici per i singoli ma anche per le organizzazioni e le comunità di cui questi sono parte.

In questa prospettiva, il professional organizer potrebbe divenire una di quelle figure professionali nuove che opereranno in maniera costante nelle società benefit poiché questi sarà in grado di contribuire in maniera evidente alla dualità di obiettivi tipica delle società benefit: capacità di determinare produttività e redditi più elevati unitamente a un maggiore benessere dei lavoratori all’interno di un più ampio beneficio comune.

Non a caso, Organizzare Italia, è una società benefit di professional organizer che non solo supporta persone e aziende a raggiungere un equilibrio organizzativo ma da alcuni anni contribuisce alla formazione e a una migliore definizione di tale professionalità. Ed infatti, è anche giusto evidenziare che se la domanda di tali professionalità innovative costituisce un’altra delle conseguenze della diffusione delle società benefit, in alcuni casi potrebbe essere strategico e cruciale perfezionare la loro definizione e riconoscimento da parte del nostro ordinamento.

 

*Pubblicato su “Avvenire” il 16 giugno 2021. Per gentile concessione dell’autore. © Riproduzione riservata.

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